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Intervista a DadoBax, star di YouTube e punto di riferimento per gli appassionati di videogiochi

Intervista a DadoBax, star di YouTube e punto di riferimento per gli appassionati di videogiochi

 di Bruno Manfredi

 

Oggi vi proponiamo una piacevole chiacchierata che abbiamo avuto con Corrado Cozza, meglio noto su YouTube come DadoBax, ragazzo di Cosenza che negli anni è diventato uno dei maggiori punti di riferimento per quel che riguarda la cultura del medium videoludico.

Il canale di Corrado è cresciuto costantemente, raggiungendo grandi numeri, grazie soprattutto alla qualità dei contenuti apportati e al modo originale e mai scontato con cui si è approcciato con elementi meno discussi dell’ambito videoludico come la componente emotiva dietro il gioco o accurate analisi di gameplay.

Non ci resta altro da aggiungere se non quello di godervi questa rilassata discussione.

 

Ciao, Corrado. Innanzitutto puoi presentarti ai nostri (pochi) lettori che ancora non ti conoscono?

 

Ciao a tutti, sono Corrado Cozza. Su YouTube sono conosciuto come DadoBax, grazie ai miei video di approfondimento sul mondo dei videogiochi nei quali provo ad evidenziare il valore emotivo dei titoli che analizzo.

 

-Come è nata la tua passione nei confronti dei videogames?

 

Il mio primo videogioco fu Prince of Persia (del 1989), la versione MS-DOS. Avevo circa quattro anni quando ci giocavamo con mio padre: lui controllava il Principe con le frecce direzionali, mentre io avevo l’unico compito di premere il tasto “azione”. Fu amore a prima vista.
Da allora ho sempre videogiocato. Per questioni lavorative, mio padre ha sempre posseduto un personal computer ed io utilizzavo quello vecchio quando lui ne comprava uno nuovo.

-Sul tuo canale Youtube ti sei sempre contraddistinto dal resto dei tuoi colleghi per la capacità di saper sfatare molti dei luoghi comuni riguardanti il mondo dei videogiochi. Secondo te qual è attualmente (sempre se c’è) una convinzione errata o un’idea sbagliata che si sta sviluppando intorno a questo media, sia da chi lo vive da dentro e sia da fuori?

 

Esistono tantissimi luoghi comuni errati: sceglierne solo uno tra i tanti presenti è limitativo.
Così su due piedi, il primo dei luoghi comuni errati che mi viene in mente è il pensare che la console più venduta sia necessariamente la migliore presente sul mercato.
In realtà scegliere una console è come scegliere un’automobile: è vero, esistono auto più veloci di altre, più accessoriate di altre o più vendute di altre, ma alla fine ognuno di noi dovrebbe scegliere in base alle proprie esigenze.

 

-C’è stata una console, un gioco o un determinato periodo storico riguardanti i videogame che non hai vissuto ma che avresti voluto vivere?

 

Tutte le console, indistintamente. Io sono stato sempre un giocatore PC, ma non per mia scelta.
Fin da bambino ho sempre desiderato avere una console, ma ovviamente avendo già il PC, mio padre non ha mai considerato l’acquisto anche di una console. E’ un ragionamento legittimo: anche io razionalmente farei lo stesso ragionamento.
Sta di fatto che mi sono affacciato al mondo console molto molto tardi, riscoprendo i grandi classici solo negli ultimi anni.

 

-Nel corso degli anni abbiamo assistito a svariati cambiamenti nel mondo dei videogames. Dal raggiungimento del quasi fotorealismo, all’ibridazione dei generi di gioco. Fino ad arrivare alla realtà virtuale. Secondo te qual è il prossimo passaggio evolutivo che il videogioco deve compiere per portare una ventata di aria fresca nell’intero settore?

 

L’Intelligenza Artificiale.
Continuiamo ad interfacciarci con dei pupazzi tramite dialoghi a scelta multipla, con dei personaggi che rimangono spesso impassibili di fronte alle nostre azioni.
E’ vero, da un punto di vista tecnico i personaggi sembrano quasi reali. Ma ora è tempo di dare un’intelligenza a questi personaggi, in maniera tale che non solo sembrino reali, ma si comportino anche come tali.

-Giochi come The last of us o Beyond two souls – da te molto apprezzati – hanno dimostrato come la qualità artistica e narrativa nei videogames sia cresciuta in modo esponenziale. Come mai, secondo te, la maggior parte delle trasposizioni cinematografiche dei videogame più famosi risultano quasi sempre di non altissima qualità?

 

Molto semplicemente perché il mezzo del cinema e quello del videogioco sono estremamente differenti.
Spesso e volentieri i giochi da te citati vengono descritti come “quasi dei film”: ma in realtà non è vero.
La componente interattiva in questi giochi è fondamentale, e non è possibile effettuare una trasposizione cinematografica uno a uno, proprio perché manca l’interazione.

 

-Quali sono per te: il videogioco che ti porti nel cuore, quello che ritieni obbiettivamente il più importante (o uno dei più importanti) per la storia del media, quello che ti ha emozionato di più in assoluto?

 

Il videogioco che porto nel cuore è StarCraft: uno strategico in tempo reale di straordinaria bellezza, con una campagna in giocatore singolo di grande impatto ed una componete multigiocatore attiva ancora oggi, a distanza di 20 anni dall’uscita (anche grazie alla recente Remastered).
Il capolavoro che ritengo essere il più importante gioco per la storia del media è Half Life 2. Ancora al giorno d’oggi non esiste un titolo che ne sia riuscito a pareggiare la varietà, l’originalità e la qualità di esecuzione. Senza parlare dell’utilizzo del motore fisico, rimasto ancora imbattuto a distanza di 14 anni.
Invece il titolo che mi ha emozionato di più e che è anche il mio preferito è Grim Fandango, la più bella avventura grafica in 3D della Lucas Arts. Non è solo un racconto, non è solo un gioco. Grim Fandango è un viaggio della mente, un viaggio dell’anima. Un’opera che unisce filosofia alla solita demenzialità Lucas Arts. Personaggi di grande spessore ad una trama potente e coinvolgente. Consigliato senza riserve, tanto più che ne è stata rilasciata recentemente una rimasterizzazione per PC e PS4.

 

Nell’epoca dell’informazione moderna il rapporto tra creatori di contenuti (Youtube, Social Network, Case di produzione ecc.) e la propria utenza è diventato molto ravvicinato rispetto al passato. Spesso si è assistito, ad esempio, a film che hanno dovuto cambiare il proprio percorso artistico perché tale rapporto ha permesso al pubblico di avere molta influenza, grazie anche ai social network, in ambito decisionale a discapito forse dell’autonomia autoriale. Oppure gli stessi videogiochi che a volte si sono ritrovati a dover inserire o non inserire una determinata caratteristica perché richiesta dalla propria fanbase, nonostante queste non fossero previste in principio. Mi vengono in mente due esempi che possono essere visti sotto una luce positiva e negativa: La questione delle loot box in Battlefront 2 e, a fare da contraltare, la questione del doppiaggio in Mass Effect Andromeda.

Secondo te questa ‘influenza’ ha generato più benefici o problemi finora all’industria? E nella tua esperienza personale su Youtube come vivi il rapporto con il pubblico che ti segue e che è a stretto contatto con te?

 

E’ ovvio che il pubblico abbia il diritto di esprimere un suo parere se tu gli mostri il tuo prodotto prima che esca. Se non vuoi il suo parere devi fare come Rockstar Games: mostri dei trailer e basta, senza far vedere niente del gameplay.
Per quanto riguarda invece la figura degli influencer: ognuno di noi è influenzato da qualcuno, e non dev’essere necessariamente sul web. Più volte nutrivo dei dubbi in merito ad un gioco e poi provandolo a casa di un amico al quale era piaciuto, ho cambiato idea.
Non c’è niente di male se, tramite il web, quell’ “amico al quale è piaciuto” e che ti mostra il gioco vive dall’altra parte del mondo e carica video su YouTube.

 

-Immagina per un attimo di avere la possibilità di creare un videogame tutto tuo senza limitazioni di budget. Cosa inventeresti?

 

Bella domanda, ma non ti risponderò: troppo lungo.
Ne ho parlato in maniera specifica in alcuni video sul mio canale, sotto la rubrica ‘Giochi che non esistono’. Consiglio (a te e ai lettore) di dare un’occhiata, soprattutto al primo episodio ‘Acidity’.

 

-Siamo giunti ai saluti. E’ stato un vero piacere poter discutere insieme a te. Come ultima domanda vorremmo chiederti: hai qualche idea o qualche nuovo progetto da portare sul tuo canale?

 

Si, diversi, ma per ora sono Top Secret.
Oramai siamo giunti a luglio e questa stagione è finita. Da settembre vedrete!

Grazie anche a voi per la chiacchierata.

 

Qui di seguito vi proponiamo il link del canale YouTube di Dadobax dove se volete potete iscrivervi e seguire tutti i suoi lavori:

https://www.youtube.com/user/linkthinker

 

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