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Borghi Autentici d’Italia invita i 300 Comuni a conferire cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre

L’Associazione Borghi Autentici d’Italia invita i suoi 300 Comuni associati a conferire la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre

 

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.  Il monito di Primo Levi riecheggia nel Centenario della sua nascita e si fa più attuale e profetico di fronte all’avanzata di ombre lunghe e nere che inneggiano all’odio e all’intolleranza. A ciascuno, allora, il dovere di scacciarle in favore dei bagliori di un mondo più equo e di una società più aperta, tollerante e accogliente. Con questo spirito l’Associazione Borghi Autentici d’Italia ha deciso di stigmatizzare con forza le recenti minacce a Liliana Segre, proponendo a tutti i circa 300 Comuni associati di conferire alla Senatrice la cittadinanza onoraria. Un’iniziativa simbolica che rimanda alla Risoluzione del Parlamento Europeo sull’importanza della memoria per il futuro dell’Europa (approvata il 19 settembre scorso), ma che prende parimenti atto della pericolosa dilatazione della violenza fisica e verbale nonché della stucchevole propaganda volta a manipolare gli accadimenti plasmando intenzionalmente i singoli individui. “Liliana Segre rappresenta per tutti noi l’emblema più autorevole e credibile per battere il razzismo, l’antisemitismo, la violenza e ogni forma di istigazione all’odio, in virtù della sua esperienza di vita e della sua statura morale” – ha dichiarato la Presidente dei Borghi Autentici d’Italia, Rosanna Mazzia. “L’esempio da seguire, insomma, per affermare nella nostra quotidianità la fratellanza umana e la solidarietà. Per Noi che lavoriamo costantemente per una crescita delle nostre Comunità ispirata al valore più autentico di inclusione e di accoglienza, l’esclusione (qualunque ne sia la ragione) è un disvalore. Figuriamoci l’avversione, fino alla sua peggiore accezione che è l’odio sociale.

Riteniamo urgente tornare al dialogo e all’ascolto, con empatia e non in perenne antitesi. Nella vita di tutti i giorni, così come nel dibattito pubblico.

La cittadinanza onoraria alla Senatrice Segre, allora, come simbolo e come segnale per un futuro migliore nel nome del rispetto della storia, della collaborazione e dell’inclusione”.

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