Cultura Interviste

Calabria Anima Mundi, conversazione con Mario Caligiuri

Conversazione con Mario Caligiuri sul testo Calabria Anima Mundi e l’ importanza del “pensiero” per comprendere la realtà. Saggista e docente all’Università della Calabria, dove insegna Pedagogia della comunicazione. Impegnato per anni nelle istituzioni, è stato nel 1985 il sindaco più giovane d’Italia. Autore di oltre ottanta pubblicazioni scientifiche, ha scritto la “Breve storia della Calabria”, successo editoriale con oltre centotrentamila copie vendute, e “Sostiene Cipputi. Un itinerario di Altan”. È considerato uno dei più autorevoli studiosi italiani di intelligence a livello accademico. 

di Susanna Camoli

 

Calabria Anima Mundi è il titolo del libro di Mario Caligiuri, pubblicato dalla Ferrari Editore. La prefazione è di Vittorio Sgarbi. Un’opera delicata e inaspettata in cui l’autore ripercorre la sua esperienza di assessore alla Cultura della Regione Calabria (dal 2010 al 2014). Un’incursione tra riflessioni, luoghi, grandi eventi e mo(nu)menti, in un cui Mario Caligiuri si esprime attraverso una forma di narrazione al confine tra saggistica e visione poetica, per raccontare una terra plurale. È il progetto editoriale d’impegno civile di uno studioso e intellettuale devoto alla bellezza, intesa come valore, come etica, come occasione di contemplazione che invita alla riflessione e condivisione. Elemento portante è la Calabria, la sua terra. In una recente intervista dichiara: «La bellezza ha una dimensione universale. Nell’uomo convivono il bene e il male, la luce e la tenebra, “Dottor Jekyll e Mister Hyde”. Ed è proprio la bellezza che impedisce il prevalere di Caino. Se prevale Abele c’è vita, convivenza, progresso».

In un breve estratto della prefazione Sgarbi scrive: «Non è la bellezza che salverà il mondo […] ma il mondo degli uomini che dovrà farsi carico di salvare la bellezza […]. E proviamo a rovesciare, non contraddicendo, ma anzi, credendo di cogliere il succo più essenziale dei ragionamenti di Caligiuri, anche la Calabria come anima mundi, ovvero in quanto dato storicamente inconfutabile […]. Bisogna meritarsela, la Calabria, prima di avere la presunzione di pensare che meriti noi».

Intervista

 

  • Come nasce Calabria anima mundi?

 

  Il libro nasce dalla mia esperienza di assessore regionale alla Cultura e contiene una serie di testi che sono stati scritti per l’ occasione, come ad esempio presentazione a cataloghi, libri, presentazioni di mostre ed eventi di carattere culturale.

 

  • Nel testo c’è un vero e proprio viaggio a tutto tondo nella nostra Calabria. Dalla storia alla filosofia, dall’ arte alla cucina, dai luoghi ai personaggi, personaggi che tentano di mostrare quanto di meraviglioso c’è in Calabria La Calabria è un viaggio in sé e in questo libro è ben chiaro. E’ cambiato molto nel corso degli anni in base alla sua esperienza?

 

  Calabria anima Mundi è un libro che descrive le iniziative che ho promosso o a cui ho partecipato. I tempi scorrono costantemente, quindi ho cercato di raccontare il mio tempo, confrontata con la storia millenaria della grande bellezza della Calabria.

 

  • Nel suo libro vi sono diverse riflessioni su vari eventi che come barlumi di luce emergono da un buio culturale nel quale purtroppo siamo sprofondati. Con ciò intendo il fatto evidente che, ad oggi, la cultura in tutte le sue forme, dovrebbe essere messa in primo piano, soprattutto in una terra come la nostra e che invece viene sminuita iniziando proprio dalle basi, come nelle scuole o in ambito universitario, dove le materie umanistiche come la filosofia, sono sempre meno apprezzate, sempre più viste come “materie morte”, inutili, obsolete. Secondo lei la cultura, il pensiero, e tutto ciò che ne consegue può salvare e risanare la nostra società?

 

  Steve Jobs prima di morire disse: <<Baratterei tutta la tecnologia che possiedo per una serata con Socrate>> a conferma della prevalenza del pensiero sulle macchine. Oggi è fondamentale riprendere l’abitudine del pensiero perché la realtà si comprende attraverso le idee. E oggi, per comprendere la realtà che si trasforma in modo vorticoso superando la nostra capacità cerebrale di comprenderla, abbiamo bisogno delle idee giuste, delle parole adatte per descrivere un mondo che è molto diverso da quello che noi percepiamo. Siamo abituati a interpretare la realtà con categorie mentali e culturali inevitabilmente superate. Quindi c’è bisogno di un grande sforzo di pensiero, recuperando la sua centralità. Infatti, dobbiamo ritornare all’idea di Cartesio, oggi invece trasformata in “Consumo ergo sum”. Infatti, non bisogna porre il dibattito sulla priorità delle materie umanistiche su quelle scientifiche o viceversa, in quanto il sapere è unico. Bisogna avere un quadro d’ insieme, unendo i punti. Proprio per questo penso che discipline come l’Intelligence siano necessarie, poichè aiutano ad avvicinarsi alla sempre difficile comprensione della realtà, aiutandoci a individuare le informazioni rilevanti nella società della disinformazione che ci circonda. Ma per fare questo abbiamo bisogno di una preparazione di base, che significa soprattutto sapere leggere, scrivere e far di conto: tutto il resto viene dopo. Dobbiamo quindi abituarci a esaltare le facoltà umane della logica, della razionalità, del pensiero. In questo, diventa centrale la filosofia, così come aveva intuito nel 1923 Giovanni Gentile, incentrando su questa disciplina la riforma che porta il suo nome e grazie alla quale l’Italia, dopo una guerra rovinosa, è riuscita a creare il boom economico che ci ha fatti diventare una delle nazioni più industrializzate del mondo. Ecco, bisogna dunque puntare sulla filosofia per capire la realtà ma anche a questo riguardo c’è bisogno delle categorie adatte, inserire ad altre di altre discipline come le neuroscienze e l’intelligence. Mai dare nulla per scontato poichè siamo ai bordi del caos e solo guardando dall’alto di queste onde colossali si può scorgere quello che inevitabilmente sta per accadere.

 

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