Cultura

La città del Sole: Altomonte (CS) e Tommaso Campanella

Tommaso Campanella, La città del sole e Altomonte

Nell’ agosto del 1589, il filosofo Tommaso Campanella, nato a Stilo (RC) il 5 settembre 1568, fu esiliato ad Altomonte (CS), un antico borgo tra i più belli d’ Italia, per circa nove mesi. Nel suggestivo convento dei Domenicani, situato di fianco alla chiesa di Santa Maria della Consolazione che ad oggi rappresenta una delle maggiori opere di architettura gotico-angioina presente sul territorio calabrese.

 

di Susanna Camoli

 

 

«Empietà, frodi, menzogne e liti fuggiranno; gli agnelli non temeranno i lupi, né gli armenti i leoni, i tiranni impareranno a regnare per il bene del popolo, cesserà l’ozio dopo che sarà cessata la penosa fatica, perché il lavoro diviso amichevolmente tra tutti diventa un gioco. Principi e popoli si aduneranno in una città unica che prenderà nome dal sole».

Quattro secoli fa ha scritto così Tommaso Campanella, che ha avuto il coraggio e l’ingegno di mostrarci un mondo nuovo, fresco e rivoluzionario, ma che nonostante tutto ha avuto le sue radici ben salde nell’antichità. E questo sottile contrasto magari lo si deve proprio all’ambiente e all’atmosfera che il filosofo ha imparato a respirare durante il suo periodo di esilio nel suggestivo borgo di Altomonte (CS). Non di rado, infatti, è possibile inoltrarsi tra le vie o le strade di questo particolare paese, e sentirsi avvolti da un tiepido strato di nostalgia e antichità. Sentirsi parte di un mondo a cui sappiamo di esser appartenuti, ma che allo stesso tempo osserviamo scivolarci tra le mani, coscienti del fatto che le epoche sono cambiate.

Campanella visse tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Dell’ ordine dei Domenicani fino a 34 anni, venne poi arrestato e restò ventisette anni in prigione. Passò il resto della vita in Francia ad oggi è seppellito a Parigi. Filosofo, pensatore, religioso, poeta. proclamò il carattere empirico della scienza prima ancora di Bacone, difendendo la sua indipendenza dall’autorità della Chiesa, e sostenendo Galileo Galilei dal carcere. Nel campo della teoria della conoscenza s’occupò del rapporto tra le sensazioni soggettive della coscienza umana e la verità oggettiva. Si volse al naturalismo del filosofo cosentino Bernardino Telesio al quale dedicò la sua prima opera, scritta proprio nei mesi di reclusione nel convento di Altomonte: “Philosophia sensibus demonstrata”

L’ottima repubblica è quella dove ciascuno è eletto a fare quello officio al è nato, perché allora regge la ragione. Pessima è dove fa officio contra quello per che è nato, perché la regge il caso. Mista è dove in parte fanno l’ufficio secondo la natura et i parte non, perché regge la raggione e il caso insieme.

 

“La città del Sole”, la più grande opera del filosofo, vuole appunto mostrarci un mondo ideale, incorruttibile né dall’uomo né dal tempo. C’è forse qualcuno di noi che non gradirebbe porgere la propria vita in un sistema giusto, paritario e artistico come questo? Ma forse è proprio la natura ideale e perfetta di questa città che si muove in netto contrasto con quello che è l’animo tumultuoso, confuso e contraddittorio di ogni uomo. Ed è dunque per questo motivo che un’idea del genere DEVE trovare compimento nel mondo reale e non restare confinato nella sua struttura di “non luogo”, utopia

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