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PROBLEMATICHE ARCO JONICO IN PARLAMENTO , Comitato Magna Graecia

PROBLEMATICHE ARCO JONICO IN PARLAMENTO

PLAUSO ALLA DEPUTATA ELISABETTA BARBUTO

 Per la prima volta nella storia repubblicana è stato evidenziato il disegno centralista di marginalizzare e isolare l’area magnograeca. Risultato importante che necessità di continuità e di sostegno

Magna Graecia, martedì 4 agosto 2020 –  Interpellanza parlamentare relativa all’isolamento dell’Arco Jonico Magnograeco promossa dall’On. Elisabetta Barbuto in linea con quanto il Comitato aveva richiesto circa la necessità, per la prima volta nella storia repubblicana, di portare in Parlamento l’intera vertenza e le ragioni che tendono a isolare il tratto di costa Sibari – Crotone.

Nell’intervento l’On. Barbuto ha messo in evidenza una serie di problematiche atavicamente caratterizzanti lo Jonio sibarita e crotoniate. È stato palesato l’arcano disegno ferro-stradale che giunti a Sibari, dalla dorsale adriatica, vira verso ovest, convogliando ogni flusso sulla dorsale tirrenica, rendendo di fatto, l’alto Jonio federiciano un semplice collettore alle esigenze centraliste notoriamente allocate ad a ovest della Regione Calabria.

Una stortura di Stato iniziata a metà degli anni 80, laddove arrivati a Sibari, con l’elettrificazione del binario, si è proseguito verso l’entroterra, quindi il Tirreno, decretando nei fatti, l’isolamento e conseguentemente la morte di tutta la bassa Sibaritide, quindi del Crotoniate. Stesso discorso perseguito con la recente cantierizzazione del terzo megalotto. Giunti a Sibari si vira verso Firmo, quindi l’A2.

Come Comitato, già nel mese di maggio, avevamo scritto una lettera aperta a tutta la deputazione, sibarita e crotoniate, nella quale chiedevamo una interrogazione parlamentare circa l’isolamento dell’area Magnograeca. Accogliamo, pertanto, le dichiarazioni della Deputata, Elisabetta Barbuto, che finalmente puntano i riflettori sull’unica e sola possibilità di sviluppo di un’area, ovvero l’infrastrutturazione dell’asse Sibari-Crotone, spina dorsale di tutti gli assetti relativi a 120 km di costa ed afferenti territori Silani.

La stessa Deputata ha illustrato perplessità relativamente alla “Diagonale del Mediterraneo”, nei fatti un binario funzionale agli interessi centralisti dei capoluoghi storici, rimarcando la necessità di collegare le quattro infrastrutture hub joniche: Aeroporto Pitagora, Porti di Corigliano Rossano e Crotone, Terminal ferroviario di Sibari.

Come gruppo civico-politico-culturale,  più volte abbiamo palesato la nostra più completa trasversalità e non attaccamento a qualsivoglia casacca, rimarcando che ogni corrente partitica che sposi le istanze da noi perorate è nei fatti membro di questo Comitato.

La nostra battaglia mira a un riequilibrio strutturale delle province calabresi, sia in termini demografici che territoriali. La nostra azione, altresì, è finalizzata all’equità infrastrutturale, volano di sviluppo di ogni realtà. Ad oggi, purtroppo, lo Jonio sconta decenni di politiche asservite al volere dei capoluoghi storici, che hanno decretato nei fatti una regione a due velocità: lato ponente, doppio binario elettrificato, autostrada, aeroporto internazionale ed il più grande porto del Mediterraneo, area jonica che invece viaggia su monorotaia non elettrificata e con una strada monocarreggiata di 6 metri intervallata da infinite rotatorie, autovelox e tutor.

Tutto ciò non è più tollerabile! Lo Stato deve fornire spiegazioni e soprattutto trovare soluzioni. Politiche che il candidato dal Comitato indicato per le Amministrative di Crotone, Filippo Sestito, unitamente al programma elettorale di straordinario cambiamento strutturale e culturale per Città di Pitagora saprà incarnare e farsi interprete.

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