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SUL su morte donna incinta a Cosenza: “Macigno terribile su quella struttura”

Il terribile caso della donna incinta morta dopo un primo ricovero al Pronto Soccorso, a cui erano seguite le dimissioni, è un macigno terribile su quella struttura e quell’Ospedale.

         La magistratura svolgerà il proprio ruolo e ci guardiamo bene dall’entrare in argomenti delicati e complessi che solo l’azione giudiziaria può, eventualmente, chiarire.

          Ci preme ricordare che il SUL della Calabria da tempo, da troppo tempo, denuncia la drammatica insufficienza di personale medico e paramedico, che chiede una revisione della logistica del reparto, che ha proclamato lo stato d’agitazione per questi motivi, che ha tenuto una riunione in Prefettura con tutte le parti in causa, che ha sollecitato soluzioni, anche provvisorie, in attesa che si riempiano gli organici del personale. Abbiamo detto e ripetuto che il numero esiguo, e drammaticamente insufficiente, del personale complica vieppiù un lavoro già così difficile e fa aumentare la possibilità di errore perché impedisce, di fatto, di prestare il giusto grado di attenzione ad ogni utente. A questo si aggiunga una struttura che, logisticamente, non consente di operare con la dovuta tranquillità e privacy.

         Senza volerci addentrare nel giudizio di merito che, ripetiamo, compete alla magistratura, e senza prefigurare responsabilità che non tocca a noi stabilire, prendiamo atto che l’Amministrazione Ospedaliera non ha ottemperato alla messa in atto delle misure, peraltro assolutamente minime, per le quali si era impegnata in Prefettura. Il SUL aveva definito palesemente insufficiente l’intenzione di implementare di 2 unità mediche su 9 medici (almeno) che dovrebbero essere aggiunti agli attuali professionisti. E non c’era nemmeno concordanza sulla sufficienza del personale infermieristico ed ausiliario che, invece, a nostro avviso va sostanziosamente rimpolpato. Nemmeno quello è stato fatto, a riprova che il Pronto Soccorso dell’Ospedale Annunziata viene considerato poco o nulla e che si preferisce non intervenire per spostare in quel reparto che, certamente, è scomodo e estremamente faticoso.

        Come stabilito, tra qualche giorno dovremmo essere riconvocati dalla Prefettura sui medesimi argomenti che sono rimasti in sospeso nella riunione di inizio agosto. Speriamo che, nel frattempo, la magistratura fornisca elementi di certezza sul penoso caso avvenuto.

        In ogni caso il SUL continuerà a chiedere che il Pronto Soccorso funzioni normalmente e che ciascuno faccia il proprio dovere per evitare che possa esserci anche solo il sospetto di errori dovuti al massacrante carico di lavoro e di tensione che gli operatori subiscono. Attenzione: avvisiamo per l’ennesima volta che il Pronto Soccorso è al collasso e che si deve intervenire con tempestività a risolvere i problemi che sono stati sollevati. Abbiamo già depositato un esposto alla Procura della Repubblica. Vorremmo evitare di doverlo arricchire di nuovi episodi e nuove responsabilità

    Segretario Generale Regionale SUL/Calabria

    Aldo Libri

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