Società

“A casa non restiamo” nota di Cesare Costanzo, lavoratore settore ristorazione

Nota di Cesare Costanzo, classe 1980, cittadino italiano, calabrese, lavoratore nel settore ristorazione, riguardo la situazione che l’Italia sta affrontando negli ultimi giorni.

 

  Da cittadino italiano, lavoratore nel settore ristorazione, non posso restare impassibile di fronte a quanto accade ormai da mesi nel nostro paese. Non ho mai approvato le attuali politiche, uno dei settori ad essere stato colpito maggiormente dall’ inizio della pandemia è stato il settore turismo, fondamentale per l’ economia della nostra terra, la ristorazione, molti lavoratori ancora non hanno ricevuto neanche i primi bonus “promessi” dal Governo e già si parla, per zittire, placare in qualche modo gli animi della popolazione in protesta, di altri aiuti economici, come contentino. Per far sì che il popolo iniziasse ad aprire gli occhi su quanto accade (stava già accadendo da tempo) dovevamo arrivare allo stremo, alla disperazione.   Dopo aver sopportato e accettato tutte le regole imposte nei mesi precedenti “per il bene di tutti”, il popolo per iniziare a ribellarsi è stato portato alla fame. Siamo bombardati continuamente dai media da notizie errate, manipolate, dati confusi, ci sentiamo presi in giro!  Ancora oggi davanti alla situazione nella quale versiamo, io stesso ho militato in movimenti identitari cercando proprio di far aprire gli occhi alla gente, di dare le giuste informazioni per quel che potevamo, siamo visti sempre come i “cattivi”, i violenti, senza avere contezza di quanto in realtà facciamo o facessimo davvero tramite le nostre iniziative.

  Se qualcuno ha il coraggio di ribellarsi, di alzare la testa, subito viene tacciato di estremismo e fatto passare dagli stessi organi informativi come fascista, estremista, che sia destra o sinistra, delinquenti e/o mafiosi. Oggi aldilà delle ideologie politiche, la gente è scesa in strada coesa contro un unico male, uno Stato che non ci tutela e non ci rappresenta, anzi ci “bastona” e deride, ci dissangua.

  A mio avviso la rivoluzione è l’ unica soluzione, l’ unico modo per restare in piedi, smettiamola di delegare e scendiamo  in campo in quanto uomini e cittadini italiani perché ci stanno togliendo ogni diritto.

 

Lunga vita ai ribelli

 

 

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