Società

Il mobbing ai tempi della pandemia: Lo sfogo di un docente calabrese

Il mobbing ai tempi della pandemia: Lo sfogo di un docente calabrese

di Susanna Camoli

Oggi vi raccontiamo una storia poco felice, pervenutaci da una nostra lettrice che per privacy resterà anonima ma che vuole fortemente che la vicenda sia raccontata.

Ci troviamo ancora nel mezzo di una pandemia con i relativi problemi che ha arrecato a noi tutti, Siamo tutti stremati, ma certo, ci si aspetterebbe di trarre dalle cose negative, che in questo caso accomunano più o meno tutti, gli aspetti positivi, come l’unione, la collaborazione, la sensibilità che non dovrebbe mancare in questi casi e che purtroppo, spesso svanisce nel nulla.

Siamo in Calabria in un istituto scolastico dell’ Hinterland cosentino, la nostra lettrice ci racconta di un docente che, a causa di una malattia subentrata negli anni che ha arrecato una disabilità, oggi deve svolgere lavoro di segreteria. Nell’ era della tecnologia, gran parte del lavoro, come in moltissimi altri casi, in questo anno e mezzo è stato svolto in smart working, ma in questo caso nonostante le sollecitazioni, sia dei sindacati, che di associazioni, e la presenza di un certificato medico per svolgere il lavoro da casa, causa pandemia, la persona in questione è costretta a recarsi a scuola.

Il problema però, non è il luogo di lavoro, ma il trattamento che riserva il dirigente scolastico nei confronti della disabilità del docente in questione: “Perchè non ti metti in malattia”, “Sei solo un peso”, “Riscaldi la sedia”… queste sono alcune delle frasi che puntualmente riceve, oltre ad essere stato relegato a lavorare in un ambiente angusto.

Come lo chiamereste voi un tale atteggiamento? Mobbing?

Sembra surreale eppure è tutto vero e non deve meravigliarci, la persona in questione, ha non solo diritto ad essere trattata degnamente innanzitutto, ma soprattutto ad avere il suo posto di lavoro che di certo non gli è stato “regalato” e ad oggi sentire certe storie non può che farci rabbrividire, ci troviamo innanzi non solo alla crudeltà umana, ma anche ad una professionalità inesistente. Speriamo che fatti del genere smettano di esistere e invitiamo sempre alla comunicazione, tali fenomeni possono essere sconfitti solo parlandone, portandoli alla luce.

“I nostri diritti non sono altro che i doveri degli altri nei nostri confronti.”
NORBERTO BOBBIO

FATE VALERE OGNI VOSTRO DIRITTO!

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