Comunicati Società

Istituto Krysopea, incontro a Luzzi (CS) con De Magistris

Martedì 22 giugno l’Istituto Krysopea, centro di ricerca e studi di epsy analisys, ha incontrato a Luzzi, presso la sede secondaria dell’Istituto, il Dottor Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli e candidato alla presidenza della regione Calabria.
L’incontro è stato voluto dal Direttore del Centro di ricerca, dott. Roberto Bevacqua, e organizzato dal dott. Amedeo Pingitore, noto professionista e già consigliere e assessore al comune di Cosenza , molto vicino al sindaco di Napoli.
Il confronto, il primo di una serie di appuntamenti con la politica e gli intellettuali, si è tenuto in un ambito ristretto con alcuni analisti dell’Istituto Krysopea e un limitato numero di inviti tecnici, per discutere dei temi affrontati dal centro di analisy sui nodi critici della regione e le grandi opportunità che il territorio offre, anche in vista della ripartenza post covid e in considerazione dell’impatto dei piani PNRR del Governo.
L’intervento del direttore di Krysopea Institute si è concentrato su una serie di dati e di analisi che hanno spaziato su una cornice di punti critici a partire dai ritardi di efficientizzazione, digitalizzazione e produttività della pubblica amministrazione, che genera bassi indici di servizi alle imprese e alla collettività.
L’analista ha poi evidenziato come da decenni la regione si posizioni agli ultimi posti della graduatoria nazionale per Indice di qualità istituzionale, ancora più necrotizzante per il tessuto socio economico territoriale, se si considerano i bassi indici di spesa fondi strutturali e una scarsa valutazione della qualità degli investimenti, che ha ricordato, sono fondi aggiuntivi e non sostitutivi dei trasferimenti e degli investimenti statali.
In una ricognizione sistemica del suo approfondito intervento, ha analizzato stigmatizzandola, l’assenza di una visione strategica dello sviluppo del territorio, anche in una idea endogena di un proprio modello di sviluppo sostenibile da parte delle Istituzioni calabresi, poco caratterizzato da una presenza di relazioni internazionali strategiche, che assicurino una sicurezza territoriale delle sue istituzioni, dei cittadini e delle imprese all’interno di una visione estesa dell’ interesse regionale nel bacino del mediterraneo, specie considerando lo sviluppo delle interconnessioni energetiche di transito dal nord africa e l’implementazione delle infrastrutture logistiche integrate nel sistema dei trasporti e della mobilità intra-areale.
L’intervento tecnico ha poi riguardato alcuni passaggi sui temi dell’incidenza delle holding criminali e gli alti indici di cointeressenze tra sistemi bianchi, neri e grigi; zone d’ombra che chiudono le prospettive di sviluppo della regione e la relegano in una marginalità perenne, ritardando e ostacolando investimenti sugli asset che caratterizzano le peculiarità regionali in questa epoca di transizione, come l’energia pulita, ricerca e sviluppo, Zes, settori di ingegneria artificiale e applicazioni hight Tecnology, valorizzazione di turismo, ambiente e beni culturali, infrastrutturazione, politiche commerciali di penetrazione e internazionalizzane dei mercati, potenziando il sistema logistico portuale e la specializzazione dei sistemi aereoportuali, anche attraverso la localizzazione di parchi tecnologici dell’aereospaziale.
Non è mancato un passaggio articolato sui temi della istruzione e formazione, cari alle analisi e agli studi dell’Istituto che, all’interno di una cornice culturale che miri al ritorno della meritocrazia come valore e sostegno alle qualità e alla conoscenza degli studenti, che partendo dalla scuola arrivi a influenzare il tessuto culturale del territorio.
Formazione e premialità, ha specificato il direttore Bevacqua, che vadano di pari passo con la cultura dell’impegno e della responsabilità, per combattere l’incidenza di un facile e cronicizzato familismo amorale ed elevare il livello formativo sempre più sotto la lente ingenerosa delle prove Invalsi e delle indagini del Sole 24 Ore e Ocse Pisa, che descrivono un ritardo cognitivo e di competenza della scuola regionale calabrese.
Ma l’analisi ha riguardato non solo l’offerta formativa degli studenti, ma soprattutto le carenze dell’infrastrutturazione, la sicurezza degli edifici scolastici, la riqualificazione delle risorse umane e digitali, la dispersione scolastica e l’arretratezza e la quasi totale assenza di servizi: mensa, palestre, laboratori, tempo pieno.
Il direttore di Krysopea ha poi spostato la sua analisi sugli investimenti necessari alla regione e sui nodi critici evidenziando che, il rendimento e il ritorno di investimenti localizzati al Sud, in un quadro geopolitico ed economico fortemente competitivo, favoriscono necessariamente l’intero Sistema Paese: investire al Sud ha un ritorno in termini di valore molto più alto che investire al Nord (Banca d’Italia) e crea anche un effetto di trascinamento positivo per l’economia del nord e quindi non può che consolidare i fondamentali della nazione impegnata sempre più in una cooperazione – competizione internazionale.
Scendendo nella dimensione locale il direttore di Krysopea ha spiegato come nel nostro territorio ci sia una scarsa propensione all’associazionismo, una quasi assenza di capital ventur, inesistenza di parchi tecnologici ed ecologici, una mancanza di strategie di distrettualizzazione imprenditoriale, una scarsa volontà a creare reti tra incubatori di azienda, imprese, centri di ricerca e sviluppo, università e internazionalizzazione del territorio, con punte evanescenti di reputazione del brand regionale e perdita di sinergie allocative.
L’indice di reputazione del territorio è tra i più bassi di Europa, il settore di esportazione segna valori intorno all’1% contro il 27% della Lombardia, con valori assoluti di 400 milioni per la prima e 115 miliardi per la seconda.
Bisognerà dunque agire su questi nodi anche sostenendo la ricerca e lo sviluppo interaziendale, supportando le imprese sia nei servizi generali, investendo nella connettività e nella digitalizzazione, garantendo un’infrastrutturazione dei territori che siano strategici e funzionali alla visione di sviluppo degli asset regionali.
Infine ha posto questioni dirimenti sull’accesso al credito per le piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura del tessuto economico regionale, che esce da questa pandemia con una rafforzata fragilità.
Il territorio calabrese ha criticità storiche che andranno risolte anche alla luce degli ulteriori fondi che arriveranno col piano di resilienza: criticità sismiche, dissesto idrogeologico, erosione delle coste, ammodernamento delle reti idriche, efficientamento energetico, miglioramento del ciclo dei rifiuti, efficientamento dei sistemi depurativo-fognari, infrastrutturazione ferroviaria che contempli il passaggio veloce del corridoio Berlino- Palermo con alta capacità e alta velocità, Istituzione delle ZES 0, anche in vista della istituenda Zona economica esclusiva che apre allo sfruttamento della zona marittima oltre le acque territoriali.
Ammodernamento, digitalizzazione e infrastrutturazione dei retroporti con collegamenti intermodali e cabotaggio costiero, sono solo alcuni dei punti nevralgici per un cambiamento epocale del territorio calabrese che lo porti all’interno di una cornice di sviluppo europeo, ha aggiunto, nella sua relazione a tutto tondo, il direttore Bevacqua, sui nodi e le opportunità della regione Calabria.
Ma se accanto a investimenti per lo sviluppo non si tiene conto degli investimenti che diano dignità alla popolazione come il diritto allo studio, alla salute, con strutture efficienti che fermino il travaso di fondi dal sistema sanitario regionale calabrese a quelli del centro nord che supera i 300 milioni di euro annui per i ricoveri fuori regione, se non si supera il vulnus della spesa storica, allora ogni investimento rimarrà isolato dal progresso della popolazione che risiede in questi territori.
Se non si spezza il criterio di scelta delle classi dirigenti basato sui rapporti clientelari o sui like, valutando invece consapevolmente le reali capacità di chi si candida ad amministrare il territorio, se non invertiamo il primato nello spopolamento e nella fuga dei cervelli, che contribuisce a impoverire il tessuto economico e civile della regione con una perdita di capitale umano, sociale ed economico, che spezza il futuro dei territori, continueremo a vedere cattedrali nel deserto.
Assisteremo ad una ulteriore marginalizzazione della Calabria che invece è una proiezione geo strategica nel bacino del mediterraneo e potrà nel prossimo decennio svolgere, insieme ad altre realtà meridionali, un ruolo importantissimo nelle rotte del commercio mondiale e nella geoeconomia continentale.

A questa complessa ed articolata analisi che ha posto tutta una serie di evidenze storico, economiche, politiche e sociali, dando un quadro della situazione reale del nostro territorio ma fornendo anche prospettive di riscatto e di sviluppo si è aperto il confronto con il dottor Luigi De Magistris, attuale sindaco di Napoli e candidato alla presidenza della regione Calabria.

L’intervento del Dott. De Magistris si è incentrato su nuove opportunità e prospettive della Calabria che deve pretendere un nuovo ruolo nel bacino del mediterraneo.
Voltare pagina e abbandonare le logiche clientelari si può, per tornare a essere liberi di scegliere il proprio futuro. I giovani devono pretendere l’ascolto delle classi dirigenti, devono raccogliere la sfida del cambiamento, far propria la responsabilità della scelta, sentirsi di appartenere a quella schiera di uomini e donne libere di decidere la strada che questa regione complessa, difficile, abbandonata, saccheggiata deve prendere per essere protagonista del suo modello di sviluppo.
Bisogna condividere un progetto di rinascita culturale, di dedizione a questa terra ricchissima di opportunità che può e deve voltare pagina, ha aggiunto analizzando i nodi posti in essere dall’Istituto krysopea.
Poi De Magistris ha lasciato intendere che si aspetta un referendum tra chi sceglierà un cambiamento epocale nelle logiche del lavoro non vincolato dal bisogno, della politica seria che fa gli interessi dei cittadini e del territorio garantendo servizi, pretendendo pari diritti dallo Stato, spendendo i fondi strutturali con efficienza e chi deciderà di restare con la politica dello status quo vincolata al clientelismo e all’inefficacia dell’azione amministrativa.
Un referendum che dovrà parlare delle storie di ognuno, di chi siamo, di come abbiamo inteso il servizio ai territori, della fedeltà allo Stato e alle istituzioni.
La Calabria ha potenzialità importanti, ha proseguito nella sua analisi, e i fondi che arriveranno dal PNRR potranno invertire la rotta di questa terra. Ma per fare questo, ha sottolineato, servono uomini svincolati da certe logiche affaristiche, uomini e donne trasparenti che tengano lontano criminalità e intrecci con zone d’ombra che sempre hanno tradito questa terra saccheggiandone i frutti.
I punti evidenziati e sottolineati del direttore dell’Istituto krysopea Bevacqua sono quindi senz’altro condivisibili e ineluttabili, e si inseriscono nel suo intento di cercare di aprire un focus e dare un ventaglio di soluzioni al decisore politico che ha a cuore il destino della gente e delle imprese che con difficoltà operano su territorio calabrese.
Sognare si può e si deve e le sfide vanno accolte ed affrontate in maniera leale e costruttiva, ha aggiunto ponendo l’accento sull’idea di una nuova visione dell’impegno sociale.
Infine, avviandosi alla conclusione del suo intervento, ha posto l’attenzione su alcune criticità che il direttore di Krysopea aveva posto alla base del suo intervento: la scuola, la sanità il lavoro si è detto convinto che sono e devono essere al centro di una politica che tende a valorizzare il già presente e ad incentivare tutte quelle risorse che apriranno nuove prospettive di sviluppo ma solo se si romperanno gli schemi del passato e le logiche di una politica asfittica e superata.
La sua esperienza a sindaco di Napoli, ha poi concluso De Magistris, non ha fatto altro che rendere ancora più forte la convinzione che governare senza compromessi nel segno di un efficientamento e completamento dell’azione amministrativa è, non solo possibile e realizzabile, ma è ciò che la gente chiede e pretende con forza.
Un messaggio di fiducia dunque che ha lasciato soprattutto ai giovani che sono intervenuti; ricerca e sviluppo sono un presupposto essenziale per il rinnovamento e credere e puntare negli istituti di ricerca è necessario oltre che utile per il decisore politico che ha bisogno di conoscere i nodi critici e le opportunità , le difficoltà e le soluzioni utili quando deve fare scelte strategiche, chiaro è il messaggio verso i ricercatori intervenuti; così come turismo, ambiente agricoltura e beni culturali ,
devono esser un binario necessario per lo sviluppo di questa regione, ulteriore segno di vicinanza e sensibilità verso gli operatori turistici intervenuti e un settore che è stato messo in ginocchio forse più di ogni altro dalla crisi pandemica di covid 19.

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