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Scena del crimine: FORENSIC DNA PHENOTIPING (FDP) – L’identikit a partire dal DNA

FORENSIC DNA PHENOTIPING (FDP) – L’identikit a partire dal DNA

di Marina Camoli, Biologa, specializzanda in Biologia Forense

In molte serie TV ci siamo probabilmente imbattuti nell’ interessante argomento che brevemente illustreremo: La possibilità di identificare un criminale partendo dal DNA trovato sulla scena del crimine. Seppure ancora in via di sviluppo in tal senso la scienza forense sta facendo passi in avanti, e chissà, perchè no, un giorno sarà possibile risalire ad un volto semplicemente con il DNA.

 

 

Uno dei più grandi utilizzi pratici del DNA è l’identificazione di un criminale grazie al suo patrimonio genetico. Il metodo più utilizzato, ad oggi, è quello della comparazione del DNA trovato sulla scena di un crimine, con quello di uno o più sospettati attraverso la tecnica del Profiling individuale. Esso consiste principalmente nell’analisi dei marcatori STR (short tandem repeats), delle sequenze di DNA ripetute in numero variabile, che confrontate con quelle di uno o più profili, restituiscono o meno una compatibilità con i campioni in nostro possesso. Tuttavia, non è sempre facile e immediata l’analisi degli STR. Per svolgerla c’è bisogno di un quantitativo accettabile di DNA e di una perfetta accuratezza nella manipolazione del campione, facile da contaminare. Problema anche non indifferente, è il fatto che non sempre si trovano dei sospettati da cui prelevare i campioni da comparare con quelli trovati sulla scena del crimine e le banche dati dei profili, non sempre contengono quello della persona che si sta cercando.

A tal proposito, una delle nuove frontiere delle scienze forensi, è il Forensic DNA Phenotiping e cioè, l’individuazione dei caratteri fenotipici di un possibile sospettato, attraverso il solo campione di DNA  e l’analisi dei geni che lo costituiscono.

Gli alleli che costituiscono il gene sono quei fattori che danno vita al cosiddetto genotipo. Il genotipo, costituito dall’insieme degli alleli per ogni gene, ci da indice di quello che sarà il fenotipo di un individuo e cioè l’espressione dei suoi caratteri somatici.

Viene da se che lo studio del genotipo di una sequenza di DNA e la predizione dei caratteri somatici da esso indicati, darebbe modo a chi è autorizzato a compiere l’indagine, di arrivare a comprendere i tratti fisici di un individuo a partire semplicemente dal campione trovato su una scena del crimine.

Da sempre, nelle indagini forensi, si fa uso dei testimoni per riprodurre un disegno del possibile fautore di un crimine. Essi sono spesso in grado di indicarci il colore dei capelli e degli occhi, l’altezza, la forma del volto e altre caratteristiche utili al fine del suo ritrovamento. Con il metodo FDP, si passa dal testimone oculare a quello biologico, regalando una più efficace ricerca e anche una grande svolta avanguardistica all’utilizzo del DNA nelle sue già molteplici utilità e caratteristiche.

Ad oggi esistono già una serie di caratteristiche che restituiscono dall’analisi genetica, una forte accuratezza di predizione. Tra queste abbiamo il colore degli occhi, quello dei capelli e della pelle (sebbene su questo lo studio richieda maggiori approfondimenti). In fase di studio ci sono anche i tratti del volto (distanza fra gli occhi, naso e labbra e così via) e la predizione dell’età con quelli che vengono chiamati “orologi epigenetici”. Gli stessi sono ancora in fase di studio e man mano si sta cercando di limitarne il range d’età prevedibile, fino a restituire un errore minimo o nullo.

Il tema affrontato è, purtroppo, ancora oggi poco conosciuto, spesso anche ad esperti del settore.

La società che per ora si sta occupando di questo tipo di studio e di indagine è la Parabon nanolabs (Virginia- USA). La stessa ha già aiutato alla risoluzione di alcuni casi con questo metodo, e si spera che per il futuro vengano sia incrementate le altre caratteristiche fenotipiche in fase di studio e sia che la stessa tecnica possa diventare una quotidianità a livello globale per le indagini forensi.

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