Interviste Società

Foibe e la storia che l’ Italia ha voluto dimenticare con la testimonianza del Capitano e giornalista Andrea Romoli

Foibe e la storia che l’ Italia ha voluto dimenticare con la testimonianza del Capitano e giornalista Andrea Romoli

 – “Il giorno del ricordo”, si celebra il 10 febbraio ed è stato istituito con la legge 30 marzo 2004 n. 92, e intende: «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

    di Susanna Camoli

Come ogni anno dedichiamo un piccolo spazio per ricordare le tantissime vittime decedute per mano di Tito, una parte di storia troppo spesso relegata in un angolo, questa volta il nostro ricordo si arricchisce della testimonianza di Andrea Romoli ( a seguire troverete una breve biografia), che ci ha aiutati ad entrare un po’ più a fondo in una delle più oscure pagine della nostra storia.

 

Bio

Andrea Romoli , nato a Gorizia nel 1968, è un giornalista e inviato del Tg2 RAI. Capitano di complemento dell’Esercito ha partecipato alle missioni in Iraq, Afghanistan, Bosnia, Libano e Albania, dove ha lavorato con il 28° Reggimento “Pavia”, Unità del Comando Forze Speciali dell’Esercito deputata alla Comunicazione Operativa. Ha conseguito il  Ph.D. in Sociologia ed è cultore della materia in Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi all’Università di Udine dove è anche componente del Centro studi “Comunicazione e nuovi media” che si occupa di propaganda, disinformazione e comunicazione in aree di crisi.

 

Le foibe, inghiottitoi naturali tipici delle zone carsiche, sono dei veri e propri abissi, dal terreno difficile da scavare quindi ottimo per nascondere cadaveri. Durante la seconda Guerra e nel dopoguerra, nella Venezia Giulia (ex province di Trieste, Gorizia, Pola e Fiume) le foibe vennero così utilizzate per sbarazzarsi dei corpi di quanti erano caduti a causa degli scontri coi partigiani  jugoslavi e dell’OZNA e dall’ esercito di Tito. Nelle foibe non vennero gettati solo i corpi delle vittime di fucilazione, come si rileva finalmente da fonti storiche più imparziali, talvolta anche persone ancora in vita.

 

 

  • Perché la verità sulle Foibe è stata oscurata e negata?

 

Le motivazioni sono diverse, la prima è che Tito è stato dal 1949 fino alla sua morte un alleato dell’ Occidente dunque non faceva parte dei paesi allineati al Patto di Varsavia.

La Jugoslavia era l’ unico paese che ruppe i rapporti con Stalin ed è l’ unico paese che riesce ad uscire dal patto di Varsavia senza essere invaso in quanto era molto temuto, da ciò entra di fatto in alleanza con l’ Occidente. Tutto quello che avvenne tra il 1 maggio 1945 e il luglio del ’45, perchè tutta la storia delle Foibe si riduce a tre mesi, e tutto il macello fatto in questi mesi deve essere dimenticato. L’ Italia fece una serie di affari con la Jugoslavia, gli interessi economici e commerciali erano molto importanti, per esportare qualsiasi cosa in Russia bisognava passare dalla Jugoslavia che era non l’ unico ma il metodo più pratico per via del blocco sovietico. Le provincie di Trieste per 40 anni si sono arricchite in tal modo proprio perchè tutto ciò che dall’ Occidente doveva essere esportato in Russia passava dalla Jugoslavia, come si può intuire gli interessi erano molti per cui il manovratore (Tito) non poteva essere disturbato.

Sicuramente fondamentale è stato anche il ruolo del Partito Comunista, e ciò bisogna dirlo, quando Tito ruppe i rapporti con Stalin nel ’48, il Partito Comunista italiano che invece era con Stalin, faceva parte del Cominform (Ufficio d’informazione dei partiti comunisti e operai), si accanì ferocemente contro Tito per qualche anno fu nemico giurato dello stesso. Il Partito Comunista nel corso degli anni organizza diversi attentati contro Tito, la Trieste di Vidali partecipò all’uccisione di Trotsky ma col passare degli anni tutto ciò passa in sordina perchè il Partito era più che altro intenzionato a coprire le corresponsabilità dei partigiani comunisti italiani per le azioni compiute dagli stessi, quando arrivavano nelle città, Trieste, Gorizia, Zara, non sapevano chi andare a prendere e sono proprio i partigiani che indirizzano sulla giusta via.

Come si vede motivazioni ed interessi sono molti e per diverse ragioni sia il Partito Comunista che la Democrazia Cristiana avevano interesse a  coprire quanto fosse accaduto in quegli anni. Certo è che la questione è molto complicata e raccontarla così in poche righe e con una breve chiacchierata è molto difficile, per comprendere l’ entità dei fatti accaduti in quei pochi mesi bisognerebbe partire dai primi del ‘900 e se ne potrebbe parlare per giorni.

 

  • Ricordo che nei miei primi anni di scuola si studiavano questi argomenti, nessun riscontro invece negli anni del Liceo o dell’ Università, perché ad oggi ancora non c’è un’ adeguata informazione, perché, pur avendo istituito una giornata del ricordo, il nostro governo non si interessa  alla vicenda, anzi regna ancora un certo oscurantismo?

 

Sono cose molto complicate e molto scomode da studiare.

Il numero degli italiani uccisi nelle foibe oscilla dai tremilacinquecento a settemila, Tito ha ucciso centomila sloveni, un paio di centinaia di migliaia di croati e altrettanti serbi, tutti in quei maledetti tre mesi e tutti nelle foibe. Quando Tito finisce la guerra ha il problema di imporre il suo potere su tutte le altre forze che avevano fatto la resistenza, i monarchici, i tedeschi, i cattolici, li fa fuori tutti, non fu dunque una pulizia etnica nei confronti degli italiani fu una pulizia politica, si voleva imporre un regime dittatoriale comunista, quindi bisognava far fuori tutti e noi italiani siamo finiti nel mezzo di questo mattatoio. Lo racconto nei documentari che ho realizzato, non fu solo l’ esodo italiano, ma anche degli sloveni cattolici, dei croati, la Jugoslavia è stata un enorme mattatoio per tre mesi, perché poi Tito ha detto basta e doveva porre una fine.

Il governo Sloveno essendo molto serio ha nominato una commissione di studi che sta eseguendo ricerche e riesumazioni. Lo storico Dežman ha trovato un pozzo di miniera riempito di gente: sloveni, croati, tedeschi, vi erano circa 6 / 7 mila morti a strati  e il governo appoggia queste ricerche, sempre lo storico Jože Dežman si è offerto di dare al nostro governo queste informazioni, su dove sono gli infoibati italiani, io stesso ho della documentazione, ma al governo italiano non interessa andare a recuperare la sua gente. Non c’è una sola vittima italiana riesumata da italiani. Certamente il costo per le riesumazioni è elevato ma l’ interesse non c’è.

Le foibe dove si trovano gli italiani si sa dove sono, ricordiamo Bassovizza, ogni 2 novembre i cittadini vanno ad omaggiare i defunti con un  fiore o lumino ad esempio i goriziani si trovano nella foiba sull’ altipiano di Tarnova, lì la gente ha rispetto dei morti.

La foiba dove mi sono calato qualche giorno fa era pulita, ho trovato dentro esplosivo, le bombe a mano con cui uccidevano la gente ferita, nel 1991 era già stata pulita quindi non  ho trovato ossa, c’erano sia italiani che sloveni, ma gli sloveni sanno cosa fare l’ Italia è un po’ latitante.

 

 

Per ulteriori approfondimenti potrete seguire la seconda parte del documentario realizzato da Andrea Romoli, il 19 febbraio alle 23,30 su Rai2 e su Ray Play trovare la prima parte del documentario per riuscire a capire meglio questa complessa vicenda e fare in modo che venga diffusa e che si possa anche noi italiani, conoscere sempre più a fondo questa oscura e drammatica vicenda e chissà, riuscire a riesumare e dar pace a quelle migliaia di defunti e alle loro famiglie.

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