Il direttore artistico Giulio Pignataro del Terranova Blues Festival e dell’Altomonte Blues/Rock Festival protagonista della 14ª edizione del Bitonto Blues Festival
Un’amicizia lunga dieci anni e una rete di festival che continua a crescere
Il direttore artistico Giulio Pignataro del Terranova Blues Festival e dell’Altomonte Blues/Rock Festival protagonista della 14ª edizione del Bitonto Blues Festival. Un’amicizia lunga dieci anni e una rete di festival che continua a crescere
Ci sono palchi sui quali si sale semplicemente per presentare un artista, salutare il pubblico o accompagnare una serata.
E poi ci sono palchi che, per chi ha fatto della musica una ragione di vita e dei festival uno strumento di promozione culturale e territoriale, assumono un significato completamente diverso.
Il palco del Bitonto Blues Festival, nella splendida città pugliese che ha fatto della cultura degli eventi una delle proprie caratteristiche più riconoscibili, è certamente uno di questi, ed è proprio lì, nella 14ª edizione del Bitonto Blues Festival 2026, che è tornato a essere protagonista Giulio Pignataro, art director del Terranova Blues Festival e dell’Altomonte Blues/Rock Festival, portando con sé non soltanto i saluti della Calabria, ma soprattutto l’esperienza, la passione e la visione di chi da anni lavora per costruire una vera rete di festival blues e rock. Una presenza che non è stata, dunque, quella di un semplice ospite. È stata la presenza di un partner, di un amico e di un ambasciatore musicale di un territorio. E forse è proprio questa la parola che meglio descrive il ruolo che Giulio Pignataro si è ritagliato negli anni: ambasciatore.
Ambasciatore della musica. Ambasciatore dei festival. Ambasciatore di quei piccoli e grandi territori del Mezzogiorno che, attraverso la musica, cercano una nuova maniera di raccontarsi e di farsi conoscere.
Bitonto e Terranova: dieci anni di amicizia nel segno del blues
Il rapporto tra il Bitonto Blues Festival e il Terranova Blues Festival non nasce oggi.
Nel 2024 fu ufficializzata la partnership tra le due manifestazioni, alla presenza dello stesso Giulio Pignataro e del direttore artistico del Bitonto Blues Festival, Beppe Joe Granieri. Quell’accordo sancì formalmente un rapporto che aveva già alle spalle anni di collaborazione e di amicizia, oggi quel rapporto può vantare un traguardo particolarmente significativo: dieci anni di gemellaggio.
Dieci anni nei quali la musica è diventata il filo conduttore di una relazione che ha superato i confini delle singole manifestazioni, trasformandosi progressivamente in una rete capace di coinvolgere altre importanti realtà del blues e del rock, proprio questo è uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Giulio Pignataro, non limitarsi a organizzare un festival. Ma fare in modo che un festival possa incontrarne un altro. Che un direttore artistico possa stringere la mano a un collega. Che un musicista possa trovare un nuovo palco. Che un pubblico possa scoprire un’altra città. Che un territorio possa diventare occasione per conoscerne un altro ì, In una parola: fare rete, dal palco di Bitonto, la Calabria che vuole raccontarsi, e nei giorni del 28 e 29 agosto Giulio Pignataro è stato quindi a Bitonto proprio per raccontare questa esperienza e per portare sul palco del festival pugliese la voce di Terranova da Sibari e della Calabria.Ma non soltanto. La sua presenza è stata anche l’occasione per parlare di turismo, di eventi musicali, di promozione dei territori e delle possibilità che nascono quando la musica smette di essere considerata soltanto intrattenimento e diventa, invece, strumento di cultura, comunicazione e sviluppo. È una visione che Pignataro porta avanti da anni e che trova nel Terranova Blues Festival una delle sue espressioni più concrete.
La settima edizione del festival, appena conclusasi a Terranova da Sibari, ha infatti confermato la capacità della manifestazione di richiamare un pubblico numeroso e di inserirsi sempre più stabilmente nel panorama degli eventi musicali calabresi. Il Comune ha già confermato l’organizzazione dell’ottava edizione per il 2027.
E non è un caso che proprio mentre si chiudeva la settima edizione del Terranova Blues, Giulio fosse già proiettato verso nuovi appuntamenti e nuove collaborazioni. Perché il blues, quando è autentico, non finisce quando si spengono le luci del palco.
Continua a viaggiare, una rete che attraversa il Mezzogiorno, Il progetto che Pignataro sta contribuendo a costruire va ben oltre il rapporto tra Terranova e Bitonto.
La rete comprende e guarda a realtà come il Tropea Blues Festival, l’Altomonte Rock/Blues Festival e il South Italy Blues Connection in Basilicata, con l’obiettivo dichiarato di continuare ad ampliare le collaborazioni.
È una rete che mette in comunicazione Calabria, Puglia e Basilicata e che potrebbe diventare, nel tempo, qualcosa di ancora più ambizioso.
Non soltanto una rete di festival. Ma una rete di territori.
Perché dietro ogni palco c’è una città. Dietro ogni città c’è una storia. Dietro ogni storia c’è un patrimonio culturale, artistico, paesaggistico, enogastronomico e umano che merita di essere conosciuto e allora il festival diventa anche una porta d’ingresso.
Si arriva per ascoltare il blues e si scopre un borgo. Si arriva per un concerto e si conosce una città. Si parte per un evento musicale e si torna a casa con il desiderio di ritornare, questa é la forza del cosiddetto turismo degli eventi.
Questa é la scommessa che Giulio Pignataro sembra aver fatto propria.
Beppe Joe Granieri, l’amico con il quale condividere una strada
In questa storia c’è naturalmente un’altra figura fondamentale: Beppe Joe Granieri, direttore artistico del Bitonto Blues Festival.
Tra Granieri e Pignataro non c’è soltanto una collaborazione professionale. C’è un’amicizia costruita nel tempo, alimentata dalla comune passione per la musica e dalla convinzione che la competizione fra festival non debba necessariamente trasformarsi in isolamento, al contrario. Più i festival collaborano, più tutti possono crescere. È una filosofia che negli anni ha permesso al rapporto tra Bitonto e le realtà calabresi di consolidarsi e di diventare un esempio di collaborazione fra manifestazioni che operano in territori differenti. Il ringraziamento di Giulio a Beppe Joe Granieri, quindi, non è una semplice formula di cortesia. È il riconoscimento a un amico e a un collega che ha saputo comprendere, prima di altri, il valore di una collaborazione destinata ad andare oltre il singolo evento.
La 14ª edizione guarda già alla 15ª
Il sipario sulla 14ª edizione del Bitonto Blues Festival 2026 è dunque calato, ma ciò che è accaduto sul palco pugliese è destinato a non esaurirsi con la fine de concerti. Restano gli incontri. Restano le amicizie. Restano le idee. Restano i progetti e resta quella rete che, anno dopo anno, si allarga.
Per Giulio Pignataro il viaggio continua. Dal Terranova Blues all’Altomonte Blues/Rock, da Bitonto a Tropea, dalla Calabria alla Puglia e alla Basilicata, con lo sguardo già rivolto ai prossimi appuntamenti e alle nuove possibili collaborazioni, se il Bitonto Blues Festival 2026 ha rappresentato un’altra importante tappa di questo percorso, l’appuntamento è già idealmente fissato per il 2027, con la 15ª edizione.
Un altro palco. Altri musicisti. Altri incontri. Altri territori da raccontare. Ma con la stessa passione, quella di uomini come Giulio Pignataro e Beppe Joe Granieri, che continuano a credere che la musica possa essere molto più di una successione di note. Può essere amicizia. Può essere cultura. Può essere turismo. Può essere economia. Può essere identità. Può essere, soprattutto, un ponte tra la Calabria e la Puglia, quel ponte che oggi è più solido che mai.
Grazie, Giulio e grazie a Beppe Joe Granieri, amico e direttore artistico del Bitonto Blues Festival, per aver reso ancora una volta possibile questo incontro.
Arrivederci a Bitonto 2027.
Alla 15ª edizione. Perché il blues, quello vero, non conosce confini quando trova amici disposti ad ascoltarlo, continua semplicemente il suo viaggio.