Rubinetti vuoti e bollette piene: il dramma di Altomonte tra un serbatoio svuotato e un municipio sordo
Benvenuti ad Altomonte, la cittadina dove l’ingegneria idraulica e l’avanguardia amministrativa si fondono in un capolavoro di comicità involontaria. L’ultimo colpo di genio? Un banale guasto nella zona del campo sportivo. In un mondo normale, si chiuderebbe una valvola, si riparerebbe il tubo e si tornerebbe a casa.
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Rubinetti vuoti e bollette piene: il dramma di Altomonte tra un serbatoio svuotato e un municipio sordo
di Francesco Pacienza
Benvenuti ad Altomonte, la cittadina dove l’ingegneria idraulica e l’avanguardia amministrativa si fondono in un capolavoro di comicità involontaria. L’ultimo colpo di genio? Un banale guasto nella zona del campo sportivo. In un mondo normale, si chiuderebbe una valvola, si riparerebbe il tubo e si tornerebbe a casa. Ma noi amiamo pensare in grande. La soluzione adottata è stata di gran lunga più teatrale: sospendere l’erogazione all’intero centro urbano. Il motivo? Per riparare il guasto era assolutamente necessario svuotare – sì, avete capito bene, svuotare completamente – l’intero serbatoio situato in località San Martino. L’odissea dei rubinetti a secco ha preso il via intorno alle 18:00 del 19 ottobre, condannando i cittadini a un’intera notte di disagi. A placare gli animi – si fa per dire – ci ha pensato l’ormai celebre e laconico messaggino social, che ‘profetizza’ la conclusione del calvario per le 11:00 del giorno successivo. Una scadenza che, visti i precedenti, richiede ai cittadini un notevole atto di fede.
Un’impresa titanica che ha permesso a tonnellate e tonnellate di preziosissima acqua potabile di defluire allegramente verso il nulla. Un danno enorme, uno spreco monumentale, ma con un piccolo dettaglio tecnico: tutta quest’acqua allegramente dispersa è stata regolarmente contabilizzata dal contatore della Sorical, che gira con la precisione di un orologio svizzero. La domanda sorge spontanea e aleggia sulle teste (e sui rubinetti a secco) degli altomontesi: alla fine della fiera, chi aprirà il portafogli per pagare questo innaffiamento abusivo su scala industriale? Tranquilli, la risposta è già scritta nelle bollette.
Mentre l’acqua scorre via, l’amministrazione, invece, fa acqua da tutte le parti ma resta barricata. I nostri eroici Commissari prefettizi e sub-commissari si sono chiusi nel loro inespugnabile fortino amministrativo. Le legittime PEC inviate da cittadini titolati, che osano chiedere lumi su questo e altri misteri della gestione locale, rimbalzano contro le mura del municipio come palline da ping-pong. Rispondere ai cittadini? Eresia pura. Molto meglio il nobile e altisonante silenzio istituzionale.
D’altronde, la strategia di comunicazione del Comune è degna dei migliori servizi segreti. Il sito istituzionale rimane immacolato, un tempio di purezza digitale dove nessuna informazione utile o avviso di disservizio oserà mai posarsi. Tutta la comunicazione di crisi, il peso di informare un’intera cittadinanza a secco, è stato affidato a uno scarno, laconico e quasi infastidito post sulla pagina Facebook. Un approccio “minimalista” che fa invidia alle migliori agenzie di PR del mondo.
E così, mentre gli errori, le negligenze e i rattoppi delle passate amministrazioni si fondono per magia nell’odierna voragine amministrativa (e idrica), ai cittadini di Altomonte non resta che ammirare il capolavoro. Alziamo dunque i calici per brindare alla salute di questa illuminata gestione. Rigorosamente vuoti, si intende.