Sabato prossimo Milano e Roma saranno blindate. Nelle chat circolano messaggi criptici: “Mezz’ora prima vi diremo dove andare. Be water”
La tensione è palpabile, e la domanda che molti si pongono è: siamo davvero sull’orlo di una nuova stagione di violenza urbana? La Storia ci insegna che la violenza civile non nasce dal nulla: ha sempre una causa. E quella dei giovani italiani è grande come una casa. È il frutto di un tradimento politico che dura da oltre trent’anni: promesse di democrazia, pari opportunità, lavoro, progresso, rispetto e dignità sistematicamente disattese.
Sabato prossimo Milano e Roma saranno blindate. Nelle chat circolano messaggi criptici: “Mezz’ora prima vi diremo dove andare. Be water”.
La tensione è palpabile, e la domanda che molti si pongono è: siamo davvero sull’orlo di una nuova stagione di violenza urbana? La Storia ci insegna che la violenza civile non nasce dal nulla: ha sempre una causa. E quella dei giovani italiani è grande come una casa. È il frutto di un tradimento politico che dura da oltre trent’anni: promesse di democrazia, pari opportunità, lavoro, progresso, rispetto e dignità sistematicamente disattese.
Al loro posto, una “mafiocrazia” impunibile che ha infettato ogni ideale di società giusta e di libertà. Il nemico, per molti di loro, è nei Palazzi: una classe dirigente che occupa il potere senza il consenso reale della maggioranza, autoreferenziale, sorda, distante. E la rabbia cresce. Ma attenzione: invocare la violenza come “inevitabile” significa rinunciare alla politica, alla ragione, al confronto. Significa consegnare il futuro non alla giustizia, ma al caos. La Storia ci ricorda anche questo: la violenza non ha mai costruito democrazie durature, ma solo macerie su cui poi altri hanno edificato nuove oppressioni. Certo, bisognerà “cacciarli” dai Palazzi.
Ma come? Con il voto, con la mobilitazione civile, con la costruzione di alternative credibili, con la partecipazione attiva e non con la distruzione. Perché se il metodo diventa la violenza, il risultato sarà solo altra violenza. E a pagarne il prezzo saranno ancora una volta i più giovani, quelli che oggi scendono in piazza con rabbia legittima ma senza una strategia di lungo periodo. Sabato le città saranno blindate. Speriamo che la rabbia non diventi cieca, e che la protesta non si trasformi in autodistruzione.
Felice Antonio Vecchione
Movimento “Italia Insieme“