In Serbia è successo qualcosa di storico: la Lista degli Studenti ha battuto il presidente nazionalista filorusso Aleksandar Vučić
Oggi i sovranisti di mezza Europa hanno il lutto al braccio. Salvini incluso. Perché in Serbia è successo qualcosa di storico: la Lista degli Studenti ha battuto il presidente nazionalista filorusso Aleksandar Vučić nelle elezioni locali di Belgrado.
Oggi i sovranisti di mezza Europa hanno il lutto al braccio. Salvini incluso. Perché in Serbia è successo qualcosa di storico: la Lista degli Studenti ha battuto il presidente nazionalista filorusso Aleksandar Vučić nelle elezioni locali di Belgrado.
di Felice Antonio Vecchione, Movimento “Italia Insieme”
Una vittoria che nessuno si aspettava, che ha scosso i Balcani e mandato un segnale fortissimo a tutta Europa. Chi sono questi studenti? Non sono un partito tradizionale. Non hanno leader carismatici con decenni di carriera politica alle spalle. Sono giovani universitari, attivisti ambientalisti, cittadini stanchi di corruzione, autoritarismo e propaganda. Sono nati dalle proteste contro i progetti minerari devastanti, contro la censura dei media, contro un sistema che soffocava ogni voce critica. E hanno vinto. A Belgrado, la capitale. Contro Vučić, l’uomo forte che governa la Serbia dal 2012, che controlla i media, che ha trasformato il Paese in una democrazia illiberale. Perché questa vittoria è importante? Perché dimostra che anche nei Paesi dove il potere sembra blindato, dove i media sono controllati, dove l’opposizione è marginalizzata, la società civile può ancora vincere. Che i giovani, quando si organizzano, possono cambiare le cose. Che la democrazia, anche quando sembra morente, può risvegliarsi. E perché i sovranisti europei sono in lutto? Perché Vučić era uno di loro. Un alleato. Un modello.
Un leader nazionalista che sapeva tenere il piede in due scarpe: filorusso nei fatti, ma abbastanza ambiguo da non rompere del tutto con l’Unione Europea. Un equilibrista che piaceva a chi, in Europa, sogna democrazie “sovrane” dove il potere è forte, i media docili e l’opposizione irrilevante. La sua sconfitta a Belgrado è un segnale: quel modello non è invincibile. Una precisazione importante: Non serve essere di sinistra per apprezzare questa vittoria e per riconoscere che un sistema autoritario, corrotto e illiberale è un problema, ovunque si trovi.
La Lista degli Studenti ha vinto perché anti-corruzione, pro-democrazia, pro-trasparenza, pro-ambiente, pro-libertà di stampa. Ha vinto perché i cittadini di Belgrado erano stanchi di vivere in un Paese dove chi critica il potere rischia il posto di lavoro, dove i media indipendenti vengono chiusi, dove le elezioni sono regolari sulla carta ma truccate nella sostanza. Questa non è una vittoria della sinistra contro la destra. È una vittoria della democrazia contro l’autoritarismo. E chiunque creda nella libertà, nella trasparenza, nel diritto dei cittadini di scegliere davvero chi li governa, dovrebbe esserne contento.

