Altomonte spezzata in due: la frana della SP120 è il fallimento della politica locale
Il verdetto è arrivato il 10 febbraio: SP120 chiusa. Niente auto, niente pedoni. Il tratto che collega Altomonte all’autostrada è ufficialmente interrotto, lasciando il centro abitato nel caos. Ma se la terra ha ceduto sotto i colpi della pioggia, il fango della burocrazia aveva già bloccato tutto da tempo.
Altomonte spezzata in due: la frana della SP120 è il fallimento della politica locale
di Francesco Pacienza
Il verdetto è arrivato il 10 febbraio: SP120 chiusa. Niente auto, niente pedoni. Il tratto che collega Altomonte all’autostrada è ufficialmente interrotto, lasciando il centro abitato nel caos. Ma se la terra ha ceduto sotto i colpi della pioggia, il fango della burocrazia aveva già bloccato tutto da tempo.
La frana odierna nasce infatti dalle ceneri di un piccolo smottamento mai sanato. Un rimpallo di responsabilità durato anni, culminato in una sfilata di autorità nel marzo 2024 che aveva promesso soluzioni rapide. Soluzioni che restano, oggi, sulla carta. Intanto, i commercianti tremano: senza quella strada, i tir carichi di merci non arrivano, o devono avventurarsi in percorsi alternativi non segnalati e inadatti ai mezzi pesanti.
In questo scenario di emergenza, emerge il caso della ditta TNC. Nonostante il servizio sia garantito da fondi pubblici, la ditta ha deciso unilateralmente di fermare i bus al bivio di contrada Vomereto, invece che in Piazza Belluscio. Risultato? Cittadini abbandonati in un’area buia e periferica, lontana dal terminal previsto dal contratto, piazza Belluscio. Un disservizio che colpisce le fasce più deboli e che sembra ignorare totalmente i doveri verso l’utenza.
I Commissari Straordinari sono al lavoro per mediare con l’azienda, che al momento ha rifiutato di istituire navette per collegare il centro al bivio di Vomereto. Una scelta che appare incomprensibile, considerando che tra i cittadini bloccati ci sono persone che devono sottoporsi a cure mediche urgenti e non hanno altro modo per raggiungere l’ospedale.
L’ipotesi al vaglio è quella di far transitare il pullman, chiudendolo al normale transito, verso Contrada Boscari, con rientro sulla provinciale all’altezza del campo sportivo. Una deviazione necessaria, dato che la scorciatoia esistente è una trappola per i mezzi pesanti. La pendenza è tale da mettere in crisi i camion, mentre l’incrocio per rientrare sulla SP120 è un incubo logistico: la linea continua vieta la svolta, verso lo svincolo dell’autostrada, e la scarsa visibilità obbliga a manovre azzardate che invadono la corsia opposta, mettendo a rischio la sicurezza di tutti.
Il territorio è fragile, ma la politica sembra esserlo di più. La mancanza di una programmazione seria e di interventi di manutenzione preventiva ha presentato il conto. Resta da capire se i cittadini, stanchi di promesse e “politichese”, continueranno a credere a certi annunci o se questa chiusura segnerà finalmente un punto di non ritorno.


Le foto allegate dimostrano lo stato dei luoghi della frana all’atto della chiusura e la mancanza do ogni indicazione di percorsi alternativi.