Cosenza, la città dove bisogna lavare la pipì dei cani. E il resto?
Con una recente ordinanza, il sindaco impone ai proprietari degli amici a quattro zampe di portare con sé una bottiglietta d’acqua per diluire e pulire l’urina lasciata sui marciapiedi e lungo le strade. Un provvedimento che viene presentato come misura di civiltà e tutela del decoro urbano.
Cosenza, la città dove bisogna lavare la pipì dei cani. E il resto?
C’è una nuova priorità a Cosenza: la pipì dei cani.
di Susanna Camoli
Con una recente ordinanza, il sindaco impone ai proprietari degli amici a quattro zampe di portare con sé una bottiglietta d’acqua per diluire e pulire l’urina lasciata sui marciapiedi e lungo le strade. Un provvedimento che viene presentato come misura di civiltà e tutela del decoro urbano.
L’intenzione, sulla carta, è persino condivisibile. Chi ama gli animali sa bene che il rispetto degli spazi pubblici è un dovere. Ma il punto è un altro: possibile che il decoro urbano venga ridotto a una bottiglietta d’acqua?
Perché mentre il cittadino dovrà trasformarsi in addetto alle pulizie del proprio cane, basta fare due passi per imbattersi in marciapiedi dissestati, erbacce, rifiuti abbandonati, buche, arredi urbani trascurati e intere zone della città che attendono manutenzione da mesi o anni.
L’impressione è quella di un’amministrazione che preferisce disciplinare il comportamento dei cittadini (che è anche lecito) piuttosto che affrontare i problemi strutturali della città o problematiche di certo più serie. È molto più semplice controllare una bottiglietta d’acqua che garantire strade decorose, servizi efficienti e una pulizia urbana costante, e soprattutto sicurezza, dati gli ultimi avvenimenti presso l’autostazione.
Viene spontanea una domanda: chi controllerà? La Polizia Locale fermerà i proprietari dei cani per verificare se hanno la bottiglietta? E soprattutto, le stesse energie verranno impiegate per sanzionare chi sporca davvero la città, chi abbandona rifiuti, chi vandalizza il patrimonio pubblico?
Il rischio è quello di trasformare una regola di buon senso in un simbolo di burocrazia esasperata. Perché il decoro non si costruisce solo con i divieti e con le multe. Si costruisce con una città pulita ogni giorno, con manutenzione costante, con cestini sufficienti, con strade curate e servizi all’altezza.
La civiltà non è in discussione. Chi porta un cane dovrebbe sempre raccoglierne le deiezioni e, quando possibile, pulire anche i residui di urina. È una questione di rispetto.
Ma la domanda resta tutta politica: davvero questa era l’emergenza numero uno di Cosenza?
Perché se la risposta è sì, allora forse il problema non è la pipì dei cani. È la scala delle priorità.
Nelle foto un esempio di come si presenta il corso principale della città durante i festivi.
ph senzafili

