Mentre il Paese affronta crisi economica, caro vita, tensioni sociali e un governo che naviga a vista, il PD decide di occuparsi di se stesso
Mentre il Paese affronta crisi economica, caro vita, tensioni sociali e un governo che naviga a vista, il Partito Democratico decide di occuparsi di… se stesso.
Felice Antonio Vecchione, Movimento “Italia Insieme”
Mentre il Paese affronta crisi economica, caro vita, tensioni sociali e un governo che naviga a vista, il Partito Democratico decide di occuparsi di… se stesso.
Elly Schlein si candida a premier: “Pronta con o senza primarie”. Una dichiarazione che dovrebbe suonare come una svolta, come un segnale di forza, di leadership, di visione. E invece? Suona come l’ennesimo annuncio autoreferenziale di un partito che continua a parlare a se stesso invece che al Paese. Ma in fondo il problema non è se Schlein sia o meno pronta a candidarsi a premier. Il problema è che mentre lei si candida, il PD non ha ancora spiegato agli italiani cosa farebbe se governasse. – Lavoro? Slogan generici. – Salari? Promesse vaghe. – Sanità pubblica? Qualche dichiarazione di principio. – Politica industriale? Assente. – Fisco? Confuso. – Alleanze?
Un rebus irrisolto. E intanto, mentre il PD discute di primarie sì o primarie no, di candidature e di leadership, il centrodestra governa. Male, per carità. Ma governa. L’elefante ha partorito di nuovo un topolino. O forse non è più un elefante da tempo. Perché un grande partito di sinistra dovrebbe essere capace di mobilitare, proporre, incidere, rappresentare. Dovrebbe avere una visione chiara del Paese che vuole costruire, una proposta credibile su lavoro, diritti, ambiente, giustizia sociale. E invece cosa fa il PD?
Si candida a premier senza aver prima costruito un programma condiviso, senza aver chiarito le alleanze, senza aver convinto gli elettori che esiste un’alternativa credibile a Meloni. “Pronta con o senza primarie”, dice Schlein. Ma pronta a fare cosa, esattamente? A vincere le elezioni o a perdere con dignità? A governare o a fare opposizione permanente? In giornate di fuoco vero e proprio, il PD continua a occuparsi di se stesso. E chi vota a sinistra, chi crede ancora che la politica possa cambiare le cose, chi spera in un’alternativa seria e credibile a questo governo, resta deluso. Di nuovo. Perché l’elefante ha partorito un topolino. E il topolino non basta per vincere.