La Fede che muove i passi: il miracolo del piccolo Emmanuel e la storia millenaria della Madonna del Pettoruto
Una storia di devozione profonda, che unisce la Sicilia alla Calabria, si tinge oggi di stupore e commozione. Al centro del racconto c’è il piccolo Emmanuel e un evento che molti non esitano a definire miracoloso, legato a uno dei santuari più celebri e visitati del Meridione: la Basilica Santuario della Madonna del Pettoruto, situata a San Sosti, in provincia di Cosenza. Un luogo dove la storia, la leggenda e la fede si fondono da secoli.
La Fede che muove i passi: il miracolo del piccolo Emmanuel e la storia millenaria della Madonna del Pettoruto
Una storia di devozione profonda, che unisce la Sicilia alla Calabria, si tinge oggi di stupore e commozione. Al centro del racconto c’è il piccolo Emmanuel e un evento che molti non esitano a definire miracoloso, legato a uno dei santuari più celebri e visitati del Meridione: la Basilica Santuario della Madonna del Pettoruto, situata a San Sosti, in provincia di Cosenza. Un luogo dove la storia, la leggenda e la fede si fondono da secoli.
L’origine del culto: la storia di Nicola Mairo di Altomonte e il miracolo del pastorello
Per capire l’eco di questo evento, bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino agli inizi del 1500. La tradizione narra che l’origine della splendida statua della Vergine sia legata a Nicola Mairo, un uomo originario di Altomonte. Accusato ingiustamente di omicidio e braccato dai soldati, l’uomo cercò rifugio tra le gole impervie dei monti Mula e Milara, in una località chiamata Petruto (da cui “Pettoruto”, che significa proprio “pietroso” o “dirupato”).
In quel nascondiglio solitario, sorretto solo dalla fede, Nicola fece un voto: se fosse stata dimostrata la sua innocenza, avrebbe realizzato un’immagine della Vergine. Privo di veri strumenti, utilizzando solo mezzi di fortuna, riuscì a scolpire nella roccia calcarea della montagna una bellissima e maestosa statua della Madonna con il Bambino in braccio. Una volta scagionato dalle accuse, l’uomo poté tornare ad Altomonte, ma la statua rimase nascosta tra la fitta vegetazione del monte.
Il ritrovamento miracoloso!
Anni dopo avvenne il prodigio che diede inizio al culto. Un pastorello di Scalea, Giuseppe Labazia, sordo e muto dalla nascita, stava pascolando il suo gregge in quella zona impervia quando udì una voce che lo chiamava per nome. Davanti a lui apparve l’immagine splendente della Madonna. Il ragazzo riacquistò immediatamente l’udito e la parola, correndo a raccontare a tutti il miracolo e il punto esatto in cui si trovava la scultura di Nicola Mairo. Da quel momento, il Monte Petruto divenne meta di pellegrinaggi e vi fu eretta la prima cappella, nucleo del santuario odierno.
Il Miracolo recente: i primi passi del piccolo Emmanuel
È proprio in questo luogo carico di grazia che si inserisce la storia recente, che vede come protagonista una famiglia originaria della Sicilia. Domenica 17 maggio, la coppia giunge in pellegrinaggio al Santuario di San Sosti insieme a un gruppo di devoti conterranei. Nel cuore hanno una preghiera disperata: chiedere la grazia della guarigione per il piccolo Emmanuel, un bambino affetto da una malattia che gli impediva di camminare.
Dopo aver affidato il figlio alla protezione della Madonna del Pettoruto e aver lasciato un voto davanti all’altare, la famiglia fa ritorno a casa. Nemmeno ventidue ore dopo accade l’inatteso: lunedì 18 maggio, il piccolo Emmanuel inizia a camminare da solo.
La notizia, diffusa inizialmente dal gruppo “A Gesù per Maria”, ha subito acceso la gioia dei fedeli. La famiglia ha già annunciato che tornerà presto a San Sosti per rendere grazie alla Vergine e consegnare ufficialmente al Santuario tutta la documentazione medica, fondamentale per l’avvio delle canoniche verifiche ecclesiastiche.
Un faro di speranza nei secoli!
Oggi il Santuario del Pettoruto, incastonato nella roccia della gola del fiume Rosa ed elevato a Basilica Minore da Papa Giovanni Paolo II nel 1979, continua a essere un polmone spirituale per migliaia di pellegrini. La storia del piccolo Emmanuel non fa che aggiungere un nuovo, toccante capitolo a una secolare tradizione di fede, dimostrando che tra quelle pietre benedette dal voto di Nicola di Altomonte, la speranza non smette mai di camminare.


