Riflessioni: Il governo italiano sta valutando l’ipotesi di disertare l’invito all’Independence Day americano del 4 luglio
Il governo italiano sta valutando l’ipotesi di disertare l’invito all’Independence Day americano del 4 luglio, a seguito delle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump. Cavolo che notiziona!
Il governo italiano sta valutando l’ipotesi di disertare l’invito all’Independence Day americano del 4 luglio, a seguito delle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump. Cavolo che notiziona!
nota di Felice Antonio Vecchione Movimento “Italia Insieme“
Immagino già i titoli sui giornali americani: “USA cancella il 4 luglio: troppo tristi senza i ministri italiani”.
Certo, perché si sa che gli Stati Uniti d’America — con i loro 330 milioni di abitanti, fuochi d’artificio, barbecue e parate patriottiche — non possono proprio festeggiare l’indipendenza senza la presenza dei nostri onorevoli. Il dramma nazionale che nessuno aspettava Posso già vedere la scena: Biden in lacrime davanti alla Casa Bianca, la folla in silenzio, bandiere a mezz’asta.
“Come faremo senza il ministro Tal dei Tali? Come potremo accendere i fuochi d’artificio sapendo che l’Italia ci ha voltato le spalle?” Ovviamente, è tutto falso. Negli Stati Uniti, della presenza o assenza dei ministri italiani al ricevimento diplomatico del 4 luglio non gliene importa assolutamente nulla a nessuno. I festeggiamenti andranno avanti esattamente come ogni anno: hot dog, birra, stelle e strisce ovunque, e qualche discorso retorico sulla libertà. L’autogol diplomatico travestito da gesto di protesta. Eppure, qualcuno nel governo italiano sembra convinto che “disertare” l’invito sia un gesto di grande impatto simbolico.
Una sorta di “vi facciamo vedere noi!” che, nella realtà, si traduce in un autogol diplomatico di cui nessuno si accorgerà, se non forse qualche funzionario dell’ambasciata che dovrà riorganizzare i posti a sedere. La verità è semplice: se l’Italia vuole davvero far sentire la propria voce di fronte alle dichiarazioni di Trump, servono azioni concrete, non assenze simboliche a cocktail party. Servono posizioni politiche chiare, alleanze strategiche, iniziative diplomatiche incisive. Non serve fare i permalosi disertando una festa a cui, francamente, nessuno si aspettava che partecipassimo con particolare entusiasmo.
Il vero problema non è se i ministri italiani andranno o meno al ricevimento del 4 luglio. Il vero problema è che continuiamo a scambiare gesti simbolici vuoti per politica estera, mentre le questioni serie — commercio, difesa, immigrazione, clima — richiederebbero ben altro livello di impegno e strategia. Ma evidentemente è più facile fare titoli con “l’Italia diserta il 4 luglio” che affrontare davvero i nodi della relazione transatlantica.
